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La corda rotta/Genti e luoghi del Friuli di Pasolini

La corda rotta/Genti e luoghi del Friuli di Pasolini
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La corda rotta/Genti e luoghi del Friuli di PasoliniErnesto ChiarottoDino Peresson e una foto scattata da Pasolini sul Tagliamento ai compagni di Santa Sàbida nel 1947Anzil con un ritratto di Pasolini

Quest’anno,                                                                                                                                                                                                in una notte di primavera,
ho vissuto un prato
pieno di lucciole.
Va detto: un prato senza chimica
e con poco letame.
Ovunque un accendere e spegnersi
di segni e richiami d’amore,
gare e scontri di voglie,
la vita che si incarna
in un’orgia infinita,
come un cielo pieno di stelle.
Sono tornate?
O non sono mai sparite?
Ne ho presa una in mano:
e se fosse lui
(suggerisce una voce)
quel nulla lucente?
Ma era proprio così buona,
l’acqua di Casarsa della Delizia:
la migliore della terra,
la più pura e fresca
(e così anche i ragazzi),
la sola capace capace di spegnere la sete?
E poco tempo dopo avvelenata,
diventata segno di morte,
la peggiore?
Tra i due tempi cosa succede?
Che Friuli sognava prima?
Che Friuli vedeva trasformato?
E lui?

Frammento del poema di Leonardo Zanier tratto da “La corda rota - una melodia infinita tra mito antico e fato moderno - di Pasolini”